venerdì 4 aprile 2025

L’erosione genetica da marketing.

 


Giuliana Cattarossi, Giovanni Colugnati

Colugnati&Cattarossi, Partner Progetto PER.RI.CON.E.

 

L’internazionalizzazione del mercato del vino propone modelli commerciali che hanno affermato in poco tempo la loro immagine di grande livello qualitativo, valorizzando alcune varietà riconosciute per questo come "internazionali", a scapito però della ricchezza varietale italiana fatta di tanti vitigni minori spesso sottovalutati se non dimenticati o negletti, causando una pericolosa erosione genetica e culturale.  


I vitigni quali Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Pinot nero, Chardonnay, Sauvignon, ecc., provenienti dalle zone viticole più famose del vecchio continente, hanno avuto una notevole espansione sia per la loro capacità di adattamento ai diversi ambienti, sia per la facilità di gestione agronomica ed i buoni risultati enologici. Questo ha portato tutte le nazioni emergenti ad adottare velocemente tali modelli colturali/commerciali con un conseguente notevole influsso sullo sviluppo viticolo di quei Paesi.

La previsione, se la cosa fosse realizzata con l’accettazione totale di questi modelli, è di assistere in tempi non molto lontani ad una oligarchizzazione varietale, nella quale, poche varietà impiantate in tutto il mondo competeranno in un mercato sempre più esigente dal punto di vista qualitativo (ed economico, rivisto al ribasso), ma con una consistente possibilità di giungere ad una banalizzazione della "cultura enologica" e ad un appiattimento della variabilità sensoriale dei vini.

Questa situazione metterebbe in crisi soprattutto molte delle viticolture europee ed in particolare quelle ricche di patrimoni genetici peculiari come quello italiano, con una conseguente forte perdita di variabilità nell’offerta di prodotti con caratteristiche di tipicità e di unicità.

Le nostre viticolture regionali non potrebbero inoltre contare, nella competizione commerciale, su alcuni fattori storico-culturali che caratterizzano molte zone viticole italiane. Il pericolo, in una situazione di questo tipo, non è solo nella perdita di materiale di importanza "storica", ma è soprattutto nel rischio di restringere sempre più la variabilità dei genotipi in coltivazione. Il rischio diventa ancora maggiore se alla diminuzione del numero dei vitigni coltivati si unisce la barriera selettiva dei cloni, introdotta all’interno delle popolazioni varietali.

D’altra parte la diminuzione della variabilità genetica definita "erosione genica", nasce con la viticoltura specializzata; da sempre il viticoltore, per avere maggiori risultati qualitativi, propaga il genotipo migliore selezionando, più o meno coscientemente, alcuni vitigni o biotipi piuttosto che altri destinati all’estinzione. Attraverso il miglioramento genetico, per ottenere precisi risultati si è sfruttata costantemente la variabilità, diminuendola e orientandola verso quegli individui più interessanti.

Quindi, contrastare la perdita di variabilità è importante poiché questa è alla base del processo evolutivo ed è garante della sopravvivenza di una specie in condizioni non artificiali. Inoltre, la presenza di un’ampia base genetica è fondamentale per attuare un miglioramento genetico mirato attuando selezioni indirizzate verso il raggiungimento di un preciso obbiettivo enologico. Il problema che si presenta, dunque, è conservare il patrimonio genetico delle varietà, in quanto fonte di variabilità, ma anche continuare il lavoro di selezione per avere prodotti qualitativamente sempre migliori.

Va sottolineato, inoltre, che i vitigni minori, provenendo da selezioni operate su un determinato e ben specifico territorio, durate centinaia di anni, sono meglio acclimatati all’ambiente dove, una volta recuperati, saranno chiamati a produrre con migliori caratteristiche agronomiche di adattabilità, produttività, resistenza ad attacchi patogeni o di insetti. ( Scienza e Valenti 1999).

 

giovedì 3 aprile 2025

Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia: al VINITALY

 

Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia: al VINITALY una masterclass sui risultati delle sperimentazioni nell’ambito del Progetto V.I.S.T.A. Lucido

Lunedì 7 aprile, alle ore 15, presso lo stand G79 del Padiglione 2 Sicilia,  il Consorzio presenterà una masterclass in cui Giovanni Colugnati, Innovation Broker del progetto, illustrerà i risultati di alcune tra le micro e meso vinificazioni condotte presso la cantina sperimentale dell’IRVO di Marsala, in collaborazione con il Centro di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo e le aziende partner di progetto.

 

 


 Continuano le iniziative agronomiche, enologiche e sensoriali per la valorizzazione e il rilancio dello storico vitigno siciliano Lucido (sinonimo di Catarratto Bianco) promosse dal Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, tramite il progetto V.I.S.T.A. (Valorizzazione Innovativa e Sostenibile dei Terroir delle varietà autoctone) Lucido, finanziato nell'ambito della Sottomisura 16.1 del PSR SICILIA 2014-2022.

L'adesione al progetto da parte di primarie cantine siciliane, della Regione Siciliana, dell'Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, sotto la guida del Consorzio ed il supporto di un Innovation Broker, ha costituito un prototipo condiviso di ricerca applicata in ambito vitivinicolo.

 

Il progetto, che si avvia nei prossimi mesi al completamento, ha ad oggetto lo sviluppo di nuove pratiche produttive improntate ad una filiera sostenibile, la sperimentazione di un nuovo stile produttivo e la valorizzazione del Lucido nel mercato nazionale e internazionale, con il fine ultimo di un incremento di competitività lungo la filiera del vitigno.

 

Il Lucido riveste un ruolo di primo piano nella viticoltura siciliana, rappresentando non solo la varietà più diffusa, con circa 30.000 ettari coltivati, ma anche un simbolo della tradizione enologica della regione; versatile e resiliente, contribuisce alla diversità e alla ricchezza della produzione dell’isola, offrendo un'ampia gamma di sfumature organolettiche. Le sue potenzialità sono riferibili alla produzione di vini mono-varietali, ma anche alla composizione di blend che esprimono l'identità e la complessità del terroir siciliano.


Per approfondimenti sul progetto visitare la pagina web V.I.S.T.A. Lucido.

 

 


 

Coltivare la Biodiversità della vite: le sfide future.

 


Giuliana Cattarossi, Giovanni Colugnati

Colugnati&Cattarossi, Partner Progetto PER.RI.CON.E.

 

 

L’obiettivo di un ecosistema agricolo è la resilienza, proprietà presente negli ecosistemi naturali che è il risultato di alcune condizioni quali la complessità dell’organizzazione funzionale che garantisce la solidità (nel senso di tenere tutti i costituenti assieme), la diversità dei partecipanti (vegetali, fauna, risorse alimentari), gli stock e le risorse sistemiche. Il suolo è come un reattore biologico dove la carica batterica, i funghi e le micorrize rappresentano i protagonisti della degradazione e della utilizzazione funzionale della sostanza organica al fine di mettere a disposizione della radice della vite gli elementi naturali che sono necessari al suo sviluppo.


Per poter valutare gli effetti della cosiddetta intensificazione ecologica dei vigneti sono necessari degli approcci scientifico-metabolici interdisciplinari:

– gli studi delle relazioni funzionali che permettono di analizzare i cicli dei nutrienti, soprattutto dell’azoto, gli antagonismi trofici tra le specie che regolano le dinamiche delle popolazioni vegetali ed animali, le interazioni tra gli ausiliari ed i patogeni della vite;
– ecologia funzionale per lo studio delle relazioni tra individui che appartengono a più specie vegetali o animali in un preciso ambiente, come ad esempio una frazione di suolo;
– eco-fisiologia per valutare le risposte comportamentali degli organismi in un preciso ambiente definito dai parametri termici, di umidità, di nutrienti disponibili, con il calcolo dei flussi di materia e di energia tra il suolo del vigneto e l’atmosfera.

È quindi necessario sviluppare la convergenza tra la viticoltura e l’ecologia scientifica, la cosiddetta viti-ecologia, per favorire la protezione o la rigenerazione delle strutture naturali di un vigneto, anche nell’impatto che hanno forme di viticoltura alternativa sulla biodiversità e sulla qualità della produzione. Si fanno spesso affermazioni sulla bontà della viticoltura biodinamica sulla biodiversità e sull’interpretazione corretta del terroir senza il suffragio di risultati sperimentali.

L’ultima rivoluzione agricola, basata su vitigni selezionati, sull’uso di concimi minerali ed antiparassitari di sintesi, ha prodotto una sorta di industrializzazione della viticoltura e la biodiversità nel vigneto è stata vista come un fattore limitante da eliminare.

La viticoltura e la natura rappresentavano allora due spazi ben delimitati, gestiti con regole profondamente diverse: lo spazio viticolo, destinato alla produzione, e quello naturale da preservare.

La biodiversità in viticoltura è, malgrado l’intensificazione dei processi produttivi, un aspetto essenziale per la valorizzazione dei diversi ambienti di coltivazione e per le diverse esigenze dei modelli di consumo. Si manifesta però soprattutto nelle scelte varietali, mentre è sostanzialmente trascurato l’aspetto relativo all’ecosistema dove la vite è coltivata, il suolo del vigneto ed il suo intorno naturale. È quindi necessario superare la visione vitigno-centrica del vigneto per proteggere e valorizzare la biodiversità dell’insieme dell’ecosistema viticolo, integrando e facendo convergere le discipline e le conoscenze agronomiche con quelle ecologiche, per sviluppare un nuovo concetto di agro-biodiversità che inglobi le popolazioni dei vitigni coltivati con tutte le specie viventi nel vigneto, siano esse animali o vegetali o microbiche, aggressive o utili, telluriche o aree.

Il tema trasversale comune a tutte le forme di coltivazioni erbacee ed arboree è la copertura del suolo, come espressione di una sinergia tra la gestione della coltura principale e quella del cotico, al fine di ridurre l’effetto competitivo della flora avventizia con la non-lavorazione, l’uso del mulch, l’impiego di leguminose azoto-fissatrici, l’arricchimento sistematico di sostanza organica, la lotta biologica.

Sicilia in panda 4x4 a Nicosia con la sua ruralità

 



 

                   Nicosia si prepara ad ospitare la seconda edizione dell'evento" Sicilia in Panda 4x4" con le sue ruralità, un evento per possessori e appassionati della mitica fiat panda 4x4 in tutte le sue versioni e restyling dal 1985 fino al 2015, e a mettere in mostra le sue ruralità, tradizioni e prodotti tipici del territorio.

L'evento in programma per il 5-6 aprile è organizzato dall' a.s.d. Fiat panda 4x4 NIcosia e finanziato dall'assessorato regionale dell'agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea- dipartimento regionale dell'agricoltura.

Saranno presenti appassionati di Panda 4x4 provenienti da tutt'italia, per  vivere un mix di avventure fuoristrada,dimostrazioni tecniche e esperienze gastronomiche, lungo un percorso di circa 36 chilometri accuratamente pianificato, che combina strade asfaltate, sentieri sterrati e  una prova tecnica a metà percorso per conducenti piu esperti.

La manifestazione avrà inizio sabato 5 alle 18:00 in piazza santa Maria di Gesù con l'accoglienza degli equipaggi , seguita da dimostrazioni tecniche sui sistemi di bloccaggio differenziale. Alle ore 21:00  la serata prosegue con degustazione di maccheroni al sugo, spezzatino con patate, birra o vino artigianale e nocattolo ( dolce tipico nicosiano)

Domenica 6 aprile, tutti i partecipanti si ritroveranno in piazza san Francesco di Paola per le iscrizioni e colazione. Alle 08.30 ci sarà la partenza della prima panda, e dopo aver percorso il tragitto, il viaggio si concluderà presso il ristorante la Vigneta  con la degustazione di prodotti tipici locali.

 


martedì 1 aprile 2025


 

Conferenza di Presentazione: Porte Aperte delle Biofattorie Sociali

 

Mercoledì 2 aprile ore 10:00

Conferenza di Presentazione: Porte Aperte delle Biofattorie Sociali
In diretta Facebook i protagonisti dell’iniziativa racconteranno l’iniziativa

42 aziende agricole coinvolte in 8 regioni italiane, dalla Lombardia alla Siclia. Sono questi i numeri di Porte Aperte, l'evento organizzato da BioAs, l'Associazione nazionale di BioAgricoltura sociale per i prossimi 4,5 e 6 aprile.
In quei giorni alcune biofattorie sociali apriranno le loro porte ai cittadini offrendo degustazioni, workshop, percorsi di educazione alimentare, ecologia integrale e tanta biodiversità.


A raccontare l’iniziativa, il prossimo 2 aprile alle ore 10:00 su Facebook, il presidente di BioAs Salvatore Cacciola e alcuni protagonisti dell’evento:

Mauro Giardini in rappresentanza di Agricoltura Nuova, l’azienda romana biologica e biodinamica, dalle numerose produzioni e attività aperte al pubblico, che fa lavorare, con regolare contratto, giovani con disagio mentale;
Nello Serra della Cooperativa Sociale don Milani, ad Acri in Calabria, nota per impegnare giovani con disabilità nello svolgimento delle attività agricole biologiche; Frida Tironi, infine racconterà le esperienze di Oikos e Alchimia, le due aziende lombarde del Biodistretto di Agicoltura Sociale di Bergamo che, insieme, gestiscono un'area di 9 ettari di proprietà del comune di Mozzo alle porte di Bergamo. Metà dell'area è destinata a coltivazione di vitigni locali per la produzione di vino biologici, l'altra metà a orti sociali, parco giochi, frutteto didattico, mercato agricolo e punto ristoro con cucina estiva. Il tutto viene realizzato anche grazie all'inserimento lavorativo di persone con diverse fragilità;
Pippo Pisano racconterà invece l’esperienza dell’azienda siciliana L’Arcolaio, una cooperativa sociale costituita per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti attraverso la gestione di un’attività produttiva nel carcere di Siracusa. Attualmente i prodotti “Dolci Evasioni” realizzati con materie bio locali, hanno conquistato il mercato nazionale e la cooperativa offre la possibilità di percorsi di inserimento lavorativo e formazione a circa 20 detenuto all’anno.

La diretta Facebook vuole essere un’occasione per presentare ciò che succederà il 4, 5 e 6 aprile, ma anche per ascoltare dalla voce dei protagonisti, alcune delle esperienze più significative della Bioagricoltura sociale italiana.

 

Per seguire la diretta collegati a questo link:

https://www.facebook.com/events/2195024397659251/

 

Presentazione dell’incontro con le scuole di Educazione alimentare e degustazione di olio extravergine di oliva: un viaggio nei sapori autentici della Sicilia


 

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